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Un EASW è costruito su due attività principali: lo sviluppo di visioni e la proposta di idee. Nello sviluppo di visioni i partecipanti, dopo una breve sessione introduttiva, lavorano in 4 gruppi di interesse, in ragione dell’appartenenza ad una stessa categoria sociale (cittadini, amministratori ecc.).

Durante il lavoro di gruppo, i partecipanti sono invitati a proiettarsi nel futuro per immaginare, in relazione ai temi della discussione, come risolvere i problemi della città in cui vivono e lavorano. Devono farlo tenendo come punto di riferimento gli scenari, che prospettano 4 possibili soluzioni alternative (basate su diverse combinazioni nell’uso di tecnologie e nell’organizzazione della vita sociale).

Per facilitare quest’attività, la metodologia prevede una serie di tecniche per la gestione della discussione ed il raggiungimento dei risultati previsti. Le visioni elaborate da ciascun gruppo dovranno poi essere presentate in una successiva sessione plenaria, al termine della quale, con una votazione, sarà scelta la visione comune di tutti i partecipanti.

Questa visione dovrà prospettare in modo preciso le soluzioni adottate, sottolineando per ciascuna di esse il ruolo giocato dalla tecnologia e quello dell’organizzazione della collettività. La visione emersa al termine di questa sessione di lavoro, perfezionata dal facilitatore e dai capigruppo in una piccola riunione (petit comitè) al termine di questo primo insieme di attività, sarà alla base di quella successiva della proposta di idee.

Nella proposta di idee i partecipanti sono chiamati a lavorare in gruppi tematici. Dopo una breve introduzione ai lavori, in cui il facilitatore presenta la visione comune, comincia una nuova sessione di lavoro di gruppo.

Questa volta i gruppi vengono formati, mischiando tra loro i partecipanti, in funzione del tema in discussione (rifiuti, energia, ecc.). Ciascun gruppo avrà così al suo interno rappresentati diversi interessi e dovrà occuparsi, partendo dalla visione comune, di proporre idee su come realizzarla. Anche in questo secondo insieme di attività la discussione dovrà essere guidata, con l’ausilio di una serie di tecniche, per far formulare a ciascun gruppo idee concrete che propongano come realizzare la visione comune e chi dovrà assumersi la responsabilità della loro realizzazione rispetto al tema assegnato.

Ogni gruppo potrà formulare un numero limitato di idee (di solito 5). Le idee saranno presentate in una successiva sessione plenaria per essere discusse e votate.

Le idee più votate potranno infine essere alla base del piano di azione locale elaborato dai partecipanti per risolvere i problemi in discussione.

Le fasi esecutive del processo

PRIMA FASE

Primo incontro (pubblico) di presentazione del percorso di formazione del DPP e della partecipazione strutturata

Prime suggestioni sulle problematiche emergenti e sulle possibili strategie e/o soluzioni già anticipate nell’Atto di Indirizzo da declinare compiutamente nel DPP (anche attraverso l’ausilio di rappresentazioni grafiche)

Fase desk di elaborazione, in base ai documenti tecnici in fase di attuale predisposizione, dello “Scenario Zero”, consistente in una rappresentazione cartografica digitale della situazione urbana all’attualità e di elementi rilevanti, ai fini della consapevolezza collettiva di una prima impronta urbana rilevante, da porre alla base degli immaginari futuri, da definirsi mediante Laboratorio Scenario Workshop.

Secondo incontro – Laboratorio Scenario Workshop per la Visione Condivisa. Incontro facilitato di costruzione della visione di futuro a 10 anni, secondo la metodologia EASW, opportunamente adattata, con la partecipazione del gruppo di circa 40 stakeholder individuati dall’Agenzia. Il laboratorio avrà una durata da concordarsi, di massimo 4 ore e si terrà in un’unica giornata, con quattro facilitatori. Prevede l’uso dello “Scenario Zero” (step 1.3)

Terzo incontro – Laboratorio Scenario Workshop per l’elaborazione di strategie e azioni coerenti con la visione condivisa di futuro. Incontro facilitato, secondo la metodologia EASW, opportunamente adattata, con la partecipazione del gruppo di circa 40 stakeholder individuati dall’Agenzia. Il laboratorio avrà una durata da concordarsi, da massimo 4 ore e si terrà in un’unica giornata, con quattro facilitatori.

SECONDA FASE

Attivazione di quattro laboratori tematici a cedenza settimanale o bisettimanale da tenersi I quattro incontri, avranno come oggetto i sistemi di conoscenza territoriale emersi dalla fase ricognitiva. (i tematismi potranno subire variazioni)

Quarto incontro – Laboratorio sul Sistema delle infrastrutture

Quinto Incontro – Laboratorio sul Sistema dell’abitare

Sesto incontro – Laboratorio sul Sistema della cultura

Settimo incontro – Laboratorio sul Sistema ambientale e VAS

Ogni laboratorio avrà una durata media di 4/6 ore e si terrà in un’unica giornata.

Prevede la rappresentazione partecipata istantanea, con appropriate tecniche di facilitazione, del sistema di forze e debolezze urbane in gioco, dal punto di vista degli attori territoriali, basato su un breve paper tematico.

Potranno essere utilizzati strumenti specifici quali SWOT, MetaSWOT, forze e debolezze georiferite, muro nomade, in base a sceneggiatura esecutiva di dettaglio. Si prevede la partecipazione prioritaria del gruppo degli stakeholder di fase 1, con l’eventuale, libera, ma programmata partecipazione dei cittadini, fino a un numero limite prefissato.

Ottavo incontro (pubblico) – Plenaria finale di condivisione e confronto pubblico su quanto emerso e sul quadro strategico finale del DPP . Presentazione dei lavori partecipati Attuata con la tecnica del muro nomade.