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Le tecniche di partecipazione che si prevede di utilizzare sono di tue tipi. Si preferirà la tecnica che garantirà il miglior risultato. In particolare si farà riferimento alle due tecniche illustrate di seguito l’EASW

L’European Awareness Scenario Workshop, noto anche con l’acronimo EASW, è un metodo nato in Danimarca finalizzato alla ricerca di un accordo fra i diversi gruppi di portatori di interessi in ambito locale con l’obiettivo del raggiungimento di una definizione consensuale di città sostenibile.

Il campo d’applicazione originale è quello dell’urbanistica partecipata ma in seguito il metodo è stato utilizzato in ambiti diversi, sviluppo locale, attivazione di percorsi di cambiamento organizzativo e innovazione e ricerca.

L’ambito di utilizzo

La metodologia European Awareness Scenario Workshop è nata per promuovere il dibattito su temi legati all’ecologia e all’ambiente urbano e, più in generale, per stimolare la partecipazione sociale in programmi finalizzati allo sviluppo sostenibile di un territorio. Il suo utilizzo è stato poi sperimentato con successo ed esteso anche ad altri ambiti, quali quello della progettazione partecipata. A partire dal 1995 sono già stati tenuti in tutta Europa numerosi workshop, organizzati su una molteplicità di tematiche diverse. In Italia sono stati finora realizzati oltre 30 seminari, dedicati in particolare ai problemi ambientali, al recupero delle aree dismesse e dei centri urbani, alla definizione di strategie di sviluppo sostenibile, in particolare nell’ambito di processi di Agenda 21 Locale.

In un workshop la discussione dovrà svilupparsi su quattro temi specifici, legati alla tematica generali di discussione, scelti in modo da consentire un’analisi integrata delle possibili soluzioni.

Gli attori

Ad un EASW partecipano 15-40 persone selezionate secondo la propria provenienza (città, quartiere, azienda, sesso, ecc.). I partecipanti devono essere rappresentativi della realtà in cui operano. La tecnica standardizzata a livello europeo prevede che siano scelti tra quattro diversi gruppi sociali (gruppi di interesse):

cittadini
esperti di tecnologia
amministratori pubblici
rappresentanti del settore privato